Giorno #3 Per chi suona la campanella?

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domenicomammola
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Iscritto il: 26/03/2020, 11:38

Giorno #3 Per chi suona la campanella?

Messaggio da domenicomammola »

Inutilissimo diario di una necessaria quarantena

Giorno #3 Per chi suona la campanella?

Quando incrocio lo sguardo dei miei figli, che sono ancora troppo piccoli per capire cosa sta accendendo, penso. E mi piacerebbe sapere cosa penserà di loro la società quando saranno adolescenti. Se io e la mia straordinaria compagna di vita avremo saputo fare un buon lavoro.

Da troppi giorni non suona più la campanella, ma non ho perso di vista i nostri studenti, non li ho abbandonati. Continuo a considerarli una speranza e non un peso. Chi sono i ragazzi di oggi? Non nascondo il fastidio quando leggo pagine e pagine di professoroni, troppo ingialliti dalla loro protervia e gonfi di una autostima senza precedenti, che con la bacchetta menano fendenti ai millennials. Ecco qui un corollario di luoghi comuni lungo come un rosario. “Non alzano lo sguardo dagli smartphone”. “Gli sembra che la vita sia Instagram”. “Preferiscono il Grande Fratello a Dante”. “Sono superficiali, ingrati, non hanno la tempra dei loro genitori, né dei loro nonni”.

Io non ho la verità in tasca, ma qualcosa avrei da dire. Quando sento “I docenti sono tutti fannulloni, fanno tre mesi di ferie, lavorano una manciata di ore al giorno”, oppure “i lavoratori autonomi sono un esercito di evasori”, o ancora “i politici sono tutti uguali”. Potrei continuare all’infinito, e sarebbe uno strazio. Non credo che tutti i docenti siano eccellenti, né che tutte le partite iva siano modello di onestà, e neppure che i politici siano nel loro complesso una risorsa. Ma io credo nella positività, credo nella fiducia, credo che spesso denigrare gli altri sia il miglior esercizio per innalzare se stessi.

E qui arrivo ai ragazzi. Io vedo giovani donne e uomini che sanno comunicare come nessun altro, che riescono a fare più cose contemporaneamente, che hanno una sensibilità spiccata, che amano, meglio e più dei genitori, l’ambiente. Isolati e individualisti? Macché, sono sempre in gruppo, non riescono a stare senza fare videochiamate tra loro, taggare uno, dieci, cento amici in un post. Continuerò a chiamarli seminatori di speranza, attori dell’oggi e protagonisti del domani. Se il referendum è: fidarsi o non fidarsi, io scelgo sempre la fiducia.

E lo faccio guardando negli occhi i miei figli, perché anche a loro potrebbe toccare la stessa gogna che oggi tacca ai miei alunni. E lo faccio perché guardo a noi genitori che errori ne commettiamo ogni giorno e tanti altri ne commetteremo, ma non rinunciamo mai ad insegnare, a portare avanti il lavoro più difficile del mondo, a lottare perché ogni mattone messo oggi sarà l’edificio di domani.

Chiudo stravolgendo un po’ un bel passo di Charles Dickens nel racconto “Le due città”.
«Vedo una magnifica generazione e uno splendido popolo sollevarsi da questo abisso. Vedo le vite per le quali mi impegno, pacifiche, utili, prospere e felici. Vedo che nell’intimo del loro cuore essi hanno per me un santuario. Quel che faccio è certo il meglio, di gran lunga, di quanto abbia mai fatto e quel che mi attende è di gran lunga il riposo più dolce che abbia mai conosciuto».

Domenico Mammola

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