Giorno #2 Il mio amico Giacomo

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domenicomammola
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Iscritto il: 26/03/2020, 11:38

Giorno #2 Il mio amico Giacomo

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Inutilissimo diario di una necessaria quarantena

Giorno #2 Il mio amico Giacomo

Guardare fuori dalla finestra è un esercizio nuovo. Quando mai lo abbiamo fatto con così tanta costanza, e speranza, prima di questa dura, essenziale, devastante quarantena?
Nello sguardo di oggi c’è un orizzonte piccolo piccolo in cui domina il “non finito calabrese”. Quella serie continua di mattoni a vista, di repulsione dell’intonaco e della vernice. Case iniziate perché i figli si sposassero e avessero un tetto sulla testa e che sarebbero state concluse dopo… Quei figli non ci sono più e quelle case sono scheletri, fantasmi di malta e calcestruzzo che albergano come cattedrali e mausolei della fuga dei cervelli al nord e all’estero.
Ma oltre a questo spettacolo triste, ho visto qualche rondine che tenta di fare primavera, e mi è venuto in mente il mio amico Giacomo.
Di lui posso dire appena una cosa che basta a renderlo immortale: da una stanza chiusa egli ha aperto il mondo. Gli son bastati una biblioteca e una camera con vista per cambiare la letteratura per sempre.
Giacomo era solo, era isolato, e nella sua quarantena ha raccontato il mondo come meglio non sono riusciti a fare milioni di viaggiatori.
Cosa c’entra il mio amico Giacomo con la nostra quarantena e con il virus? Tutto!
Noi resteremo sospesi, isolati, per non più di qualche settimana, lui, invece, vi ha passato larghissimi tratti della sua esistenza. Ha sofferto, ma ha anche liberato la sua anima fuori. Ha padroneggiato l’infinito come nessun altro, ha amato la dirimpettaia bella e semplice, incarnazione dell’umanità tradita dalla natura. Alla fine di questa sua lunga battaglia con la natura, che lo ha sfibrato, ci ha anche dettato la via d’uscita. Ed è incredibile come quella via d’uscita sia perfettamente utile anche oggi, dentro questa assurda situazione. Giacomo ci ha raccontato che possiamo resistere solo se stiamo uniti, se rinsaldiamo la solidarietà tra gli uomini.
La ricetta vale anche per noi: da questa situazione ne usciamo solo se sapremo mantenere il nostro profilo di umanità, con chi conviviamo e con tutti coloro che, a vario titolo, sono stati e saranno nostri compagni di percorso.
Giacomo, proveremo a fare come te che non ti sei accontentato di sopravvivere ma hai provato a vivere.

Domenico Mammola

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