Giorno #1 Il Tempo e la Libertà

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domenicomammola
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Iscritto il: 26/03/2020, 11:38

Giorno #1 Il Tempo e la Libertà

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Inutilissimo diario di una necessaria quarantena
Giorno #1 Il Tempo e la Libertà
I giorno sono tutti uguali, si assomigliano perché il tempo di per sé è monotono come un rettilineo infinito, e siamo noi a riempirlo di contenuti, volti, immagini, storie.
Spesso noi professori, oppure filosofi e comunicatori (esperti o presunti), ci accostiamo incautamente al tema della libertà, e pretendiamo persino di destrutturarlo di convincere chi ci legge o ci ascolta (abbiano pietà di noi!!!) che abbiamo la verità in tasca. La libertà non la si comprende finché non è compressa, sfilacciata e minacciata. Come in questi giorni.
Faccio parte di una delle tre generazioni di fortunati. E me ne accorgo ancor di più oggi. I fortunati sono i miei genitori, i miei coetanei e i miei alunni. Non abbiamo subito la guerra, i regimi dittatoriali del ‘900. Li abbiamo studiati, letti e riletti, visti e rivisti. E lì la libertà mancava. Ma noi che siamo i fortunati non ce ne siamo accorti davvero.
Oggi il mondo dei fortunati è cambiato. Si è fatto duro, la libertà inizia a scarseggiare. Voi mi chiederete “ma vuoi mettere qualcuno che perisce sotto le bombe o in un campo di concentramento, con uno che è costretto a stare a casa mangiando patatine sul divano guardando serie tv”?
Non è la stessa cosa, ovvio. Ma la perdita di libertà, a prescindere dalle cause che la comportano, fa sempre male. Devasta il malato cronico in un letto, un ergastolano, ma anche tutti noi che da un paio di settimane dobbiamo stare a casa come unico antidoto al contagio.
Ci resta la libertà di parola e quella di veicolare i nostri contenuti. Benedetti social: per troppo tempo bistrattati, considerati da Umberto Eco il megafono di “una legione di ignoranti”, oggi sono uno strumento di libertà.
Torniamo, dunque, alla parola che ha aperto questa riflessione: il tempo. Oggi dobbiamo fare uno sforzo enorme, prendiamoci la libertà di riappropriarci del tempo che abbiamo perso, che abbiamo lasciato correre via senza dargli troppo peso. Adesso il tempo ce l’abbiamo, ma forse non abbiamo le persone con cui trascorrerlo.
Allora facciamo questo esercizio a più livelli: prendiamoci del tempo per coccolare le persone che sono in casa con noi; prendiamoci del tempo per dire qualcosa di bello ad alcune persone che abbiamo trascurato (chiamiamole, facciamo una video chiamata o un vocale di whatsapp); prendiamoci del tempo per leggere un libro, oppure guardare comodi una serie tv, ma assaporando tutte le parole, le trame, i volti. Prendiamoci, infine, del tempo per noi, e programmiamo chi vogliamo essere dopo che questa dolce prigionia sarà finita. Abbiamo il dovere di essere migliori per chi amiamo, per le persone con cui lavoriamo, per le persone che si fidano di noi, ma soprattutto lo dobbiamo a noi stessi, affinché quell’immagine che lo specchio proietta ogni mattina sia la persona che abbiamo sempre voluto essere.

Domenico Mammola

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